Breve storia delle 5 più famose maschere veneziane

Venezia una delle città più belle e famose del mondo. A renderla così nota non è solo l’incredibile architettura sull’acqua, ma anche le tradizioni cittadine, tra le quali senza dubbio spicca il carnevale. Se volete ammmirare da vicino le sfilate e le maschere che hanno reso questa festività uno dei simboli della città lagunare, prendetevi qualche giorno di pausa e prenotate la vostra casa vacanza per visitare Venezia a Carnevale. Vi consigliamo di trovarvi un comodo appartamento in affitto a Venezia a San Marco per godervi al meglio i giorni più chiassosi e colorati che vi potrà mai capitare di vivere.

Il carnevale è una festa che affonda le sue antiche radici nella Roma imperiale, quando per pochi giorni all’anno era possibile fare baldoria e rovesciare i ruoli sociali. Questo spirito ribelle e caotico è rimasto nella storia dei festeggiamenti del carnevale fino ai giorni nostri. In Italia è una festa molto sentita e amata da grandi e piccini, ma senza dubbio Venezia è la città che più di ogni altra ha fatto dei festeggiamenti del carnevale un elemento caratteristico dell’intera cultura locale.
Il carnevale veneziano famoso in tutto il mondo per lo stile delle maschere, che sono entrate, più o meno modificate, nelle culture di tutto il mondo. Sono infatti di ispirazione per molti altri mascheramenti e costumi di carnevale.

La Bauta
La Bauta

La maschera tradizionale veneziana più famosa certamente la Bauta. Questa maschera ha una forma molto particolare; infatti copre interamente il volto, lasciando scoperti solo gli occhi. Nella zona della bocca ha un rigonfiamento che permette di mangiare e bere senza toglierla. A completare la maschera ci sono un cappello a tre punte e un lungo mantello nero. La Bauta è indossata sia dagli uomini che dalle donne ed ha un’origine molto antica. Questo simbolo del carnevale veneziano infatti nasce nel ‘700 e da allora non si mai modificato. Immortalata in numerosi film holliwoodiani, la Bauta era originariamente una maschera teatrale, utilizzata ad esempio nelle opere di Goldoni. Successivamente è entrata a far marte dei costumi carnevaleschi, in particolare nelle grandi feste di carnevale. Il motivo per cui è diventata famosa in tutto il mondo legato al fatto che veniva utilizzata durante le feste per corteggiarsi, mantenendo comunque l’anonimato totale e permettendo in questo modo le scappatelle tra amanti.

Una maschera altrettanto nota del carnevale veneziano è la Moreta o Moretta, tipicamente femminile. La moretta ha origine in Francia, ma grazie al fatto che dona molto ai lineamenti femminili, èè entrata rapidamente a far parte delle maschere tradizionali del carnevale. La Moretta è di velluto e ha una forma ovale, di colore nero. Si tratta di una maschera muta perché le donne per indossarla dovevano tenerla sul viso stringendo tra i denti un bottoncino all’altezza della bocca. Inizialmente quando questa maschera venne importata a Venezia, non era una maschera di carnevale. Le dame la indossavano infatti tutto l’anno, per andare a fare visita alle monache. Solo in un secondo momento stata associata all’utilizzo di copricapo in pizzo, divenendo una maschera carnevalesca a tutti gli effetti.

Altra maschera famosa è il Tabarro. Anche questo veniva utilizzato sia dagli uomini che dalle donne durante tutto l’anno, non solo a carnevale. Il Tabarro è una mantella che copre tutte le spalle e parte del busto. Poteva essere di seta o di panno a seconda delle stagioni; il colore generalmente nero, poteva variare al rosso o al turchese a seconda delle occasioni. Poiché molti utilizzavano questo abito per nascondere armi, vennero emanati molti decreti per impedire ai veneziani di indossarli, ma questi divieti non impedirono a uomini e donne della città di trasformare questo mantello in un costume di carnevale.

Un personaggio molto particolare entrato nel folklore veneto e in particolare nel carnevale di Venezia, è il Mataccino, o Mattaccino. Questa maschera si avvicina molto concettualmente al napoletanissimo Arlecchino. Mattaccino infatti è una specie di pagliaccio; indossa abiti scherzosi e coloratissimi, corti e molto leggeri. La figura originaria aveva invece un semplice abito bianco, molto simile al chitone greco. In testa porta un cappello coperto di piume colorate, che va a rappresentare lo spirito di clown che fa scherzi e gioca con amici e sconosciuti durante il periodo di carnevale, quando qualunque follia e rovesciamento dei convenzionali ruoli sociali è sempre non solo permessa, ma anche e soprattutto richiesta.
Il ruolo sociale di questa maschera proprio quello del buffone e del burlone, ma sempre con estrema delicatezza e dolcezza. L’attività tipica del Mattaccino è quella di aggirarsi per i vicoli di Venezia, lanciano uova profumate dalla strada ai balconi dove si trovano amici, giovani fanciulle innamorate e persino perfetti sconosciuti, che non possono far altro che accettare lo scherzo e il gioco.

Altre maschere al Carnevale di Venezia
Altre maschere al Carnevale di Venezia

Maschera estremamente particolare e che negli ultimi anni purtroppo è stata messa in secondo piano da altri personaggi più moderni, colorati e accattivanti per le folle, è la Gnagna.
La Gnagna è una sorta di balia; una donna di modesta estrazione sociale che si occupa della cura dei bambini appartenenti alle famiglie più benestanti. Questo personaggio è sempre interpretato da un uomo, mai da una donna. L’abbigliamento è semplice, basato su i vestiti tradizionali del ‘700, insomma gli abiti che potevano essere indossati dalle persone popolane, di basso ceto sociale. Niente piume e colori sgargianti, ma semplici gonne, camicette e mantelline per ripararsi dal freddo. Poiché sono sempre e solo uomini ad interpretare la Gnagna, il volto è sempre coperto da una maschera generalmente bianca, molto simile alla Bauta, ma priva del rigonfiamento che permette di mangiare e bere. Questo personaggio si aggira per le strade di Venezia atteggiandosi a donna un pò frivola; i movimenti delle anche durante la camminata sono molto accentuati e sottolineati dalla pressoché continua emissine di gridolini striduli. La Gnagna, poiché di mestiere fa la balia, è generalmente circondata da bambini, anch’essi impersonati da uomini mascherati, che circondano il personaggio principale tormentandolo senza sosta per tutto il giorno.

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